La ricerca sui tumori tra speranza ed incertezza
A Firenze e a Pisa due incontri organizzati dall'AIRC per aggiornare sullo stato della ricerca sui tumori in Toscana e non solo
Agli incontri aperti al pubblico con i ricercatori sul cancro organizzati dall'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in 22 città italiane, tra cui Firenze e Pisa, notizie e aggiornamenti interessanti sullo stato della ricerca.
Secondo il prof. Angelo Di Leo, direttore del dipartimento oncologico Sandro Pitigliani della Asl di Prato, intervenuto oggi nell'Aula Magna dell'Università di Firenze, la ricerca sui tumori vive una fase cruciale. In fase di sperimentazione farmaci contro le cellule staminali del cancro, le responsabili delle metastasi, ma la crisi economica preoccupa i ricercatori che temono tagli ai finanziamenti. Ecco le parole allarmate del professor Di Leo: "Si stanno sperimentando farmaci - osserva - che colpiscono le cellule tumorali staminali, le vere responsabili della malignità del tumore; purtroppo però questa crisi globale porta a un taglio importante dei finanziamenti nei confronti delle attività di ricerca". Al momento, i farmaci antitumorali in uso distruggono le cellule del cancro non staminali, quelle differenziate. A Prato, grazie anche ai finanziamenti dell'Airc, il gruppo di ricercatori diretti da Di Leo cerca di scoprire criteri di identificazione delle cellule staminali nel sangue.
A Firenze, il gruppo di ricerca coordinato da Paola Romagnani, professoressa associata di Nefrologia alla facoltà di Medicina, é stato il primo al mondo ad identificare le cellule staminali nel rene sano adulto". "La nostra idea - spiega Romagnani - è che danni genetici o ambientali a carico delle cellule staminali renali possano essere alla base della formazione del tumore e della sua capacità di sviluppare metastasi".
Nell'incontro di Pisa, alla presenza della testimonial Milly Carlucci, il professor Aldo Pinchera, direttore del dipartimento di Endocrinologia dell'Università di Pisa, chiede l'istituzione di un registro nazionale generale dei tumori per avere un quadro attendibile della diffusione del cancro e, su questa base, organizzare il lavoro in modo mirato. "Solo attraverso un registro nazionale - osserva Pinchera - si può capire chi è colpito dal cancro, dove, a che età, che tipo di aggregazione di tumori ci sono e raccogliere tanti altri dati che aiutano a dare un quadro preciso della diffusione del male." Pinchera ricorda che questo registro esiste già negli Stati Uniti e anche in alcuni paesi europei come la Svezia. "In Italia alcune regioni, come la Toscana - continua il professore - stanno facendo uno sforzo in questo senso". Ma, al momento, per avere informazioni sull'incidenza dei tumori ci si deve ancora rivolgere ai singoli centri.
08.11.2008 intoscana.it