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Pronto il mega impianto di Eli Lilly per l'insulina

In produzione dal 2009, sarà il più grande d'Europa. Un investimento da 250 milioni di euro

Firenze, 5 settembre 2008 - La Lilly Italia, affiliata tricolore del colosso farmaceutico Eli Lilly di Indianapolis (corporation con un fatturato da 19 miliardi di dollari e più di 40 mila dipendenti) ha un fatturato di 500 milioni di euro e circa 1070 dipendenti. A Sesto Fiorentino sta per aprire il più grande stabilimento europeo per la produzione di insulina di nuova generazione.

Patrik Jonsson, svedese, presidente e amministratore delegato di Lilly Italia è ottimista sui tempi del taglio del nastro. Anche perché afferma che sono già nella fase avanzata di convalida e certificazione degli impianti da parte della FDA americana e delle autorità americane.
"La scommessa di 250 milioni di euro sull'impianto di Sesto Fiorentino - conferma Jonsson - è quella che una delle più importanti multinazionali farmaceutiche ha fatto sull'Italia.
Dalla fine degli anni cinquanta il gruppo ha uno stabilimento a Sesto che sta ristrutturando per farne il più importante produttore europeo di insulina di ultima generazione. I lavori vanno avanti da due anni e sono vicini alla conclusione: entro il secondo semestre del 2009, gli impianti cominceranno a sfornare a livello industriale la nuova insulina, meno costosa e di qualità migliore di quella tradizionale".
Il numero 1 di Lilly Italia afferma che la scelta di potenziare lo stabilimento di Sesto "non era affatto scontata; Eli Lilly poteva decidere di chiudere lo stabilimento, utilizzato soprattutto nella produzione di antibiotici ormai fuori mercato, per realizzare il nuovo stabilimento in Paesi dove il costo del lavoro è più basso e la burocrazia meno complicata, secondo lo schema classico della delocalizzazione. La decisione su Sesto è stata presa fra il 2002 e 2003, dopo una lunga fase di incertezza. Un motivo fondamentale è la consapevolezza di poter trovare qui una cultura scientifica di alto livello, talenti professionali di primo ordine, operosità, flessibilità e una creatività tutta italiana".
Non sono affatto numeri di poco conto quelli della produzione fiorentina. 650 dipendenti, il 25% dei quali laureati, il 35% tecnici specializzati. Le stime per l'indotto parlano di oltre mille persone e la capacità produttiva a regime sarà di 100 milioni di cartucce di insulina, penne pre-riempite e confezione blister. Il 90% della produzione sarà destinato all'export, con un effetto benefico sulla bilancia dei pagamenti italiana previsto per 150 milioni di euro all'anno.


La Nazione - Firenze, 5 settembre 2008 autore: Pino Di Blasio