TORNA ALLA VERSIONE GRAFICA

INVESTINTUSCANY - Sito ufficiale


INTESTAZIONE GRAFICA (CANALE)

CONTENUTI

AREZZO: domani il presidente Martini inaugura il primo idrogenotto urbano

L'appuntamento è per domani alle 11 nella zona industriale di San Zeno ad Arezzo.

E' lì che il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, aprirà i rubinetti del primo idrogenodotto al mondo realizzato in area urbana, capace di servire quattro aziende orafe, ma con l'obiettivo, entro la fine di quest'anno, di raddoppiare la quantità di gas erogato. I mille metri di tubazione di dieci centimetri di diametro, che corrono a poco più di un metro sotto terra, forniranno ogni ora circa 16 metri cubi di gas a 3 atmosfere, un livello che corrisponde a 53.000 metri cubi all'anno. L'obiettivo del progetto "Idrogeno per Arezzo" è quello di aumentare il numero delle aziende fornite e di arrivare entro il 2008 ad erogare almeno 100.000 metri cubi.

"Quella di Arezzo è una tappa importante - commenta il presidente Martini - della Toscana del futuro, una regione più sostenibile ed eco-compatibile in cui si dà impulso all'economia nel rispetto dell'ambiente. L'idrogeno ci aiuterà a cogliere l'obiettivo di respiro europeo che ci siamo dati, di incrementare del 20 per cento la quantità di energia prodotta con fonti rinnovabili, anche a servizio delle nostre aziende.

"Idrogeno per Arezzo" è costato invece 1,2 milioni, con un contributo regionale di 400.000 euro. Coordinato dalla società consortile "La fabbrica del sole", il progetto vede la partecipazione di Regione Toscana, Provincia e Comune di Arezzo, Arcotronics Fuel Cell srl (oggi Exergy fuel-cells), Coingas spa, Sapio - Produzione Idrogeno e Ossigeno, Associazione Industriali, Cna e Confartigianato di Arezzo.

L'idrogenodotto collega 4 aziende orafe che usano il gas per il loro processo produttivo e per alimentare i quattro co-generatori a fuel cell da 5kW prodotti ed installati presso di loro da Arcotronics Fuel-cells. Si tratta della Gz del Gruppo Unoaerre, la Falco, la Treemme, la Co.Ar. Il sistema serve anche il laboratorio HydroLAb, costruito e gestito da La Fabbrica del Sole, con il compito di coordinamento, ricerca e presidio della sperimentazione legata all'idrogeno ed alle energie rinnovabili.

«Non è un caso - conclude Martini - che siano già pervenute richieste per estendere la rete ad altre aziende orafe vicine e che un operatore di telefonia locale voglia posare un cavo di fibra ottica accanto al tubo dell'idrogeno. Tra gli sviluppi futuri c'è anche la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, il fotovoltaico, e l'utilizzo della sovrapproduzione per l'alimentazione di mezzi ecologici».

 

 

29/04/2008 Autore: Tiziano Carradori

Docs