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Poli toscani high tech -Laboratorio ARS Scuola Superiore Sant'Anna


8/01/07 - Il polo toscano high tech ruota attorno al laboratorio Ars diretto da Paolo Dario.

Da Trieste a Catania, tutti i 'poli' italiani" high tech.
Decine di iniziative nate dalla collaborazione tra l'industria e le facoltà universitarie.
Torino. Dalmine. Trieste. Genova. Pisa. E ancora Catania. Sono i principali poli tecnologici italiani nati sulle ceneri di grandi crisi industriali o sviluppati grazie alle capacità delle nuove multinazionali tascabili e alla spinta propulsiva degli atenei.


Sull'area dello stabilimento di Mirafiori è nata «Torino Nuova Economia» che ha acquisito 900 mila metri quadrati di aree ex Fiat di cui 300mila nel complesso di Mirafiori e 600 mila del Campo volo di Collegno. L'obiettivo, ma è ancora una scommessa, è bissare gli ottimi risultati conseguiti da Torino Wireless, il consorzio pubblico privato Ateneo che ha dato sinora ottimi segnali di vitalità. Il presidente della Fondazione Torino Wireless, Rodolfo Zich, è appena stato nominato presidente dell'Adite, l'associazione italiana dei distretti tecnologici (www.adite.it).

A Genova sulla collina degli Erzelli dovrebbe sorgere, sulla spinta dell'associazione Dixet, un nuovo polo con più di 100 tra grandi e piccole imprese (hitech, comunicazione, robotica e medicale). Nel capoluogo ligure si stimano 8mila addetti all'interno delle società, più 2 mila nell'indotto. Poi c'è il Polo tecnologico della Brianza che ha reindustrializzato l'ex area Autobianchi, e verso Bergamo, lungo l'autostrada, è ormai in fase avanzata di realizzazione il Kilometro Rosso, un parco scientifico e tecnologico promosso e voluto dalla Brembo di Dalmine.

La Nanofabrication Facility (Nanofab) del Veneto vanta già 300 contatti con aziende, 40 proposte progettuali ma soprattutto 20 progetti avviati con imprese che determinano investimenti in attività di ricerca per un valore complessivo di 10,4 milioni di euro. Accanto al distretto Veneto Nanotech in Veneto le Università operano con Civen mentre i Parchi scientifici si muovono con il Vega di Venezia. Tutte e tre le strutture sono socie di Nanofab che comunque ha un suo team di ricerca ed una autonoma direzione scientifica.

All'estremo nordest c'è l'Area Science Park di Trieste: 55 ettari, con un campus di 84mila mq di laboratori. Un mix di pubblicoprivato, grandi realtà e piccole aziende dove convivono attualmente 84 centri, società e istituti, con quasi 2000 addetti impegnati in attività di ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico, formazione e servizi qualificati. Il giro d'affari è stimato in 140 milioni di euro, tra finanziamenti pubblici, attività a progetto, fatturati e investimenti privati generati al suo interno. Il parco è un ente del Miur e dal 2005, una delle sei realtà di primo livello, parificato al Cnr e all'Agenzia spaziale. Contemporaneamente Area è un ente nazionale che fa ricerca e un parco pubblicoprivato.

Il polo toscano hitech, invece, ruota attorno al laboratorio Ars diretto da Paolo Dario alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che lavora da anni con i giapponesi, dove aprirà tra poco una sede italiana l'Università di Waseda sempre per la realizzazione di un robot umanoide.
Il centro ha anche in programma il primo impianto di protesi di mano di nuova generazione comandata dal pensiero su un essere umano entro luglio 2007, mentre è già in fase avanzata il progetto Dust Bot, un sistema automatico per la pulizia delle aree pedonali che sarà sperimentato a Carrara.

Ma non ci sono solo società Internet o idee per la robotica in Toscana. C'è il polo di Navacchio e due esempi giungono da Massarosa (Lucca) dove ha sede Navionics e da Livorno dove invece si trova Synapsis. Navionics sviluppa mappe elettroniche per la navigazione da diporto ed è famosa in tutto il mondo.
La più recente novità è rappresentata dalle mappe elettroniche tridimensionali compatibili con i dispositivi Gps portatili per gli sciatori, che scelgono località turistiche europee. Le mappe riportano i percorsi, le indicazioni di difficoltà e sono complete di foto.
Synapsis, invece, è uno dei 15 Spin-off della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa e si occupa di innovazione tecnologica in ambito sanitario: realizza sistemi per la gestione dei dati e delle cartelle cliniche basati sul web, portali per ospedali e software.
Al sud il polo tecnologico più importante rimane quello di Catania che ruota intorno alla St Microelectronics, forte di un impianto che dà lavoro a 4.800 dipendenti. Negli ultimi cinque anni Stm ha assunto 2.567 persone.


Fonte: Affari e Finanza, Supplemento di "La Repubblica" (link a http://www.repubblica.it/supplementi/af/2007/01/08/primopiano/010glialtri.html )

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